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Andalusia cristiana crogiolo d\'Europa

09 de Agosto de 2011
Paolo Viana ImagenInaspettatamente, al di là del-riniponente coro ligneo, gli stucchi rinascimentali sì interrompono einiziano gli archi lobati. che ¡persiani avevano e-sportato a Damasco, quelli a ferro di cavallo, che gli arabi dì Abd al Rahmau I copiarono invece dai visigoti,! mosaici con ¡versetti del Corano sopra le colonne corinzie dì Marco Gaudio Marcello, il fondatore dì Corduba.. Una cattedrale per Maria nel more di quella che era stata la moschea pììi grande dì Occidente: questo voleva la Controrifórma e questo fece Cario V Quella che per ì turisti è ancora la Mezquìta, per hi Storia è tuia chiesa cattolica. Più precisamente da otto secoli, perché se la cattedrale di Santa Maria fu edificata solo nel 1520l'intera moschea venne consacrata al culto cristìano già nel 1236, quando, per non lasciar dubbi a nessuno, la si dedicò a san Pemando, in onore del re della reconquista.
«Tutto vero, mal’imperatore avrebbe potuto distruggerla e costruirci sopra, come avvenne a Siviglia - spiega Luis Recio Mateo, storico e antropologo dell'IsIam all'università di Cordoba - perché il suo obiettivo era quello di compiacere Paolo III, e invece conservo tutto, compreso il minareto, che ora è incorporato nel campatile, e la cupola, una delle prime dell'architettura araba, che fu studiata dal Brunelleschi». Turisti cristiani e musulmani si affacciano sull'antico mihrab - dove avveniva la preghiera dell'imam - senza sapere che se l'edificio ha una pianta a croce latina è perché gli emiri eressero la moschea sulla chiesa paleocristiana di SanVìcente, a sua volta costruita sopra il tempio dì Giana. Oppure si stupiscono che la ludem sia il quartiere delle dimore patrizie e delle stradi ne fioriree non il semplice ghetto degli ebrei, ma nel periodo della dominazione araba, dal 711 alla reconquista, i sefarditi godettero di libertà tali da renderli il motore economico della città, una tra le più popolate del mondo conosciuto. La sua posizione strategica nella valle del Guadalquivir le consentì di sfiorare alla fine del decimo secolo il milione di abitanti, mentre oggi sono trecentomila, gli ebrei una sparuta minoranza e gli immigrati poco più di 13mila (sui 316mila dell'Andalusia), molti provenienti dai Paesi dell'Est. Ancora una volta, un crogiuolo di culture e di fedi.
«Con ì rumeni il dialogo è maturo e abbiamo offerto loro la chiesa della Compagnia per la liturgia ortodossa - ci spiega il vescovo Demetrio Femandez Conzalez-; obiettivamente è più difficile dialogare con gli islamici perché manca reciprocità». Riferimento implicito al blitz di un gruppo integralista che ha rivendicato la Mezquìta per la preghiera. Monsignor Femandez è convinto che il sincretismo architettonico che tanto affascina ì turisti-qui si fondono romanico e mozarabe, mudéjar e gotico-isabellino, fino al barocco spagnolo più tradizionale - non debba essere confuso con un melting pot religioso. «Il dialogo sì deve basare sul rispetto- puntualizza il presule- e non si può dimenticare che la Mezquita è una cattedrale cattolica da ottocento anni e soprattutto la chiesa madre di una terra ancora profondamente cattolica. Presto si celebrerà il millesimo ausilio de cristìanidad, abbiamo più dì sessanta seminaristi e un laicato preparato. Su 800mila abitanti della diocesi, 300mìla sono Iscritti a una confraternita». Una terra con questa fede, aggiunge, «può convertire glì Islamici».
I pellegrini della Giornata mondiale della gioventù che faranno tappa a Cordoba- dall'Italia arriveranno ì piacentini - riceveranno un saggio di questa società «ancora profondamente cattolica», annuncio don Pahlo Garzon, responsabile dei giovani. -<L'Andalusia è una società che sa accogliere io straniero - ammette il vicario generale don Pranasco Orozco- ma restando ben salda nella sua identità chiara. Su queste basi è possible farsi prossimo.>
Non solo parole: nei locali della Curia, che si trova a due passi l'Alcazar dei re cattolici, è nata una scuola dove cinquanta ragazzi selezionati dal Comune sono avviati alla professione di restauratore e ceramista, in sinergia con l'industria turistica che rappresenta ima delle prime voti dell'economìa locale, runica in crescita. Non solo per merito della Mezquìta anche se, annota Recìo Mateo «la moschea era e resta il cuore turistico e culturale della città proprio in quanta come dimostra un nuovo studio, non era solo un luogo di culto ma anche di amministrazione della giustizia e un'università, stimata da Tommaso d'Aquino. Ai piedi di queste colonne nacquero l'algebra e i logaritmi, qui insegnarono Averraé - originario di Cordoba come Seneca - e Maimonide, il quale era ebreo, come peraltro molti notabili della citta. Non a caso, traviamo due stelle di David tra le decorazioni della Mezquìta». Era ebreo anche il ministro delle finanze dell'emiro che trovò i soldi per completarla.
Catedral Cordoba

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